Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Darix Togni, l’Ente Nazionale Circhi promuove un progetto speciale, sostenuto dal Ministero della Cultura, tra ricerca, divulgazione e formazione per raccontare l’uomo, l’artista e l’eredità di una delle figure più rappresentative del circo italiano.

Ci sono personalità che appartengono alla storia e altre che, con la loro forza, riescono a diventare parte dell’immaginario collettivo. Darix Togni è una di queste. Artista, domatore, uomo di spettacolo e protagonista di una delle più importanti dinastie circensi italiane, Darix ha attraversato il Novecento portando il circo nelle piazze, nelle città e nella memoria di intere generazioni. A cinquant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 15 ottobre 1976, l’Ente Nazionale Circhi gli dedica Viva Darix!, un progetto sostenuto dal Ministero della Cultura, che intende valorizzarne la figura e trasmetterne l’eredità al pubblico contemporaneo, con particolare attenzione alle nuove generazioni. L’iniziativa nasce per restituire centralità a un uomo che seppe coniugare la tradizione del circo classico con una straordinaria capacità di innovazione, trasformando il proprio mestiere in un racconto popolare capace di parlare a un Paese intero.
Un ritratto oltre il personaggio
Il progetto non si limiterà a celebrare il personaggio, il “gladiatore della pista” conosciuto dal grande pubblico per il virtuosismo, il coraggio e il carisma. L’obiettivo è anche quello di ricostruire il profilo umano di Darix Togni, attraverso le testimonianze di chi gli è stato vicino e ha condiviso con lui la vita familiare e professionale. Nelle scorse settimane, il professor Alessandro Serena, su mandato del presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni, si è recato nello storico quartier generale della famiglia Togni, a Rio Saliceto, per intervistare i figli di Darix. Livio, Corrado e Davio, eredi di una grande tradizione circense e fondatori del Florilegio, contribuiranno così a delineare un ritratto intimo del padre, fatto di ricordi, episodi quotidiani, scelte professionali e valori trasmessi nel corso delle generazioni. A questo primo nucleo di testimonianze si aggiungeranno ulteriori interviste a persone che hanno conosciuto Darix e hanno lavorato con lui.

La lezione di Darix
Raccontare Darix Togni significa ripercorrere una parte importante della storia del circo italiano. Figlio di Ercole Togni ed erede della dinastia fondata da Aristide Togni, Darix debuttò giovanissimo e seppe affermarsi prima come acrobata e poi come domatore. La sua figura divenne emblematica soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, quando il circo rappresentava uno dei più importanti momenti di incontro e di partecipazione della cultura popolare. Tra gli episodi destinati a rimanere nella memoria collettiva vi è la traversata delle Alpi con gli elefanti, compiuta nel 1959, e il drammatico incendio che nel 1962 distrusse il suo chapiteau. In quell’occasione, migliaia di bambini italiani inviarono spontaneamente offerte alla famiglia Togni per aiutarla a ricostruire il circo. Sono vicende che restituiscono la misura del legame instaurato da Darix con il pubblico: non soltanto ammirazione per l’artista, ma partecipazione autentica alle sue avventure e alla sua vita. La sua eredità, tuttavia, non riguarda soltanto la memoria. Darix rappresenta anche un modello di gestione, visione e organizzazione dello spettacolo dal vivo. Per questo Viva Darix! intende ispirarsi alla sua esperienza per proporre alle nuove generazioni strumenti di conoscenza e di formazione nel campo del management circense, un ambito ancora poco esplorato ma decisivo per il futuro del settore.
Le conferenze e gli incontri
Il percorso di divulgazione si svilupperà attraverso conferenze, incontri di approfondimento storico e momenti formativi ospitati in luoghi e contesti di particolare rilievo per la cultura circense. Il titolo della conferenza sarà “Darix e altri eroi. Dall’arena del Gladiatore all’ultima dimora di Bussolengo”. Il titolo richiama il percorso umano e artistico di Darix Togni, dalla pista che lo consacrò come il “Gladiatore” del circo e si interseca al progetto di Mosaico Errante “Il Cimitero del Circo”, dedicato alla memoria dei circensi e alla valorizzazione di un luogo in cui riposano artisti, famiglie e personalità che hanno contribuito alla storia dello spettacolo popolare. Il primo appuntamento è in programma al Salieri Circus Award, nella mattina di domenica 27 settembre, inserito all’interno di una mattinata già dedicata alla memoria, alle figure e alle vicende che hanno contribuito a costruire la cultura circense italiana. Al Memorial Nando Orfei, invece, l’intervento di Alessandro Serena è previsto in apertura della mattina di domenica 11 ottobre. La conferenza accompagnerà il pubblico in un itinerario tra la gloria della pista, la memoria familiare e il patrimonio custodito nei luoghi della sepoltura, mettendo in relazione la storia di Darix con quella di altri grandi protagonisti del circo. Il calendario proseguirà in novembre all’Università degli Studi di Milano, nell’ambito delle Giornate di studio sull’arte circense. In ciascuna sede, il progetto assumerà una particolare sfumatura: al Salieri Circus Award si inserirà in un programma di presentazioni e omaggi; al Memorial Nando Orfei si porrà in dialogo con la memoria del grande artista; all’università troverà invece uno spazio di approfondimento storico e culturale.

Un numero speciale di Circo
Si svilupperanno nei prossimi mesi altre interessanti occasioni legate al progetto. Innanzitutto un numero speciale della rivista Circo interamente dedicato a Darix Togni, I collaboratori della rivista sono già impegnati nella preparazione degli articoli che esploreranno la sua figura da prospettive diverse: l’artista, l’imprenditore, il capofamiglia, il protagonista dello spettacolo popolare e l’uomo capace di instaurare un rapporto speciale con il pubblico. Inoltre il presidente Antonio Buccioni presenterà il progetto in sedi istituzionali, favorendo il dialogo con rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e dello spettacolo. L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dall’Ente Nazionale Circhi con progetti di divulgazione come Viva il Circo!, proseguendone l’esperienza con un’attenzione ancora più marcata alla memoria storica, alla formazione e al coinvolgimento delle nuove generazioni. Viva Darix! culminerà sotto il tendone, nel periodo natalizio, con uno spettacolo dedicato ai giovani artisti. Sarà un momento di festa e di incontro, ma anche l’occasione per premiare i talenti più promettenti del circo italiano e valorizzare le diverse professionalità che contribuiscono alla vita dello spettacolo. In questo contesto verrà assegnato il Premio Darix Togni a un “eroe quotidiano del circo”: una persona che, con il proprio lavoro, la propria dedizione e il proprio impegno, contribuisce ogni giorno a mantenere viva la comunità circense. Un riconoscimento che interpreta in modo concreto l’eredità di Darix, ricordando che il circo è fatto di grandi artisti, ma anche di tante figure spesso lontane dai riflettori. Lo spettacolo sarà dunque rivolto al futuro: ai giovani performer, alle compagnie, agli operatori e a tutti coloro che continuano a costruire, giorno dopo giorno, il circo italiano. I riconoscimenti dedicati alle grandi personalità della tradizione — da Enrico Rastelli ai Fratellini, da Moira Orfei allo stesso Darix Togni — comporranno un mosaico della storia circense nazionale, accanto ai premi destinati alle eccellenze contemporanee e ai progetti più significativi del settore.
La memoria corre anche sul web
Una parte importante di Viva Darix! sarà dedicata alla comunicazione digitale. Video, storytelling, testimonianze e contenuti originali accompagneranno le attività dal vivo, permettendo di raggiungere un pubblico più ampio e di avvicinare al patrimonio circense anche chi non frequenta abitualmente i tendoni, i festival o gli appuntamenti di settore. I social network non saranno soltanto strumenti di promozione, ma veri spazi di narrazione. Attraverso le parole dei protagonisti, le immagini d’archivio e le storie dei giovani artisti coinvolti, il progetto potrà restituire la vitalità di una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua a rinnovarsi nel presente. Il contributo del CEDAC- Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi offrirà inoltre un importante supporto alla ricerca storica, all’approfondimento iconografico e alla realizzazione di materiali divulgativi accurati.

Il percorso di Viva Darix culminerà sotto il tendone, nel periodo natalizio, con uno spettacolo dedicato ai giovani artisti. Sarà un momento di festa e di incontro, ma anche l’occasione per premiare i talenti più promettenti del circo italiano e valorizzare le diverse professionalità che contribuiscono alla vita dello spettacolo. In questo contesto verrà assegnato il Premio Darix Togni a un “eroe quotidiano del circo”: una persona che, con il proprio lavoro, la propria dedizione e il proprio impegno, contribuisce ogni giorno a mantenere viva la comunità circense. Un riconoscimento che interpreta in modo concreto l’eredità di Darix, ricordando che il circo è fatto di grandi artisti, ma anche di tante figure spesso lontane dai riflettori. Lo spettacolo sarà dunque rivolto al futuro: ai giovani performer, alle compagnie, agli operatori e a tutti coloro che continuano a costruire, giorno dopo giorno, il circo italiano. I riconoscimenti dedicati alle grandi personalità della tradizione — da Enrico Rastelli ai Fratellini, da Moira Orfei allo stesso Darix Togni — comporranno un mosaico della storia circense nazionale, accanto ai premi destinati alle eccellenze contemporanee e ai progetti più significativi del settore.
Tradizione e futuro sotto lo stesso tendone
Viva Darix! è, in definitiva, un progetto di memoria, ma non soltanto celebrativo. Attraverso la ricerca, le interviste, gli articoli, le conferenze, i contenuti digitali e lo spettacolo finale, l’iniziativa intende trasformare il ricordo di Darix Togni in un’occasione di conoscenza e di crescita. La sua storia diventa così una chiave per comprendere l’evoluzione del circo italiano e, nello stesso tempo, uno stimolo per immaginarne il futuro. Sotto il segno di Darix, la tradizione non viene conservata come qualcosa di immobile: torna a vivere, incontra nuovi linguaggi e si consegna alle generazioni che verranno
