di Elena Lo Muzio
Milano è una delle città simbolo per lo spettacolo dal vivo italiano, musica, teatro, opera e cabaret hanno vissuto nel capoluogo lombardo i loro anni d’oro. Il circo non fa eccezione. Accolti dalla città sempre a braccia aperte i maggiori complessi si installavano nella grande area delle ex Varesine, fulcro dell’attività dello spettacolo viaggiante fino alla fine degli anni Ottanta. Moira Orfei ha un legame antico con Milano, risalente ai suoi esordi, quando nel 1954 venne fotografata da Mario De Biasi nell’iconica Gli italiani si voltano, legame perdurato poi negli anni con le grandi produzioni della premiata ditta Orfei-Nones, sia nelle piazze e nei palazzetti, sia in televisione con Sabato al Circo. Negli estratti di questo articolo, tratti da Moira per sempre edito da Odoya, si ripercorrono le tappe principali di questo legame tra Moira e la Milano “da bere”.

Tutto nasce dalla fotografia Gli italiani si voltano di Mario De Biasi, scattata a Milano nel 1954 e diventata il simbolo della ripresa del Dopoguerra e poi famosa in tutto il mondo, tanto da essere esposta al Guggenheim di New York. Tra le insegne luminose dei bar della Galleria, una giovane donna passeggia per piazza Duomo, per la Galleria Vittorio Emanuele, sale su un tram, attraversa le vie del centro cittadino, si muove sotto i portici e viene immortalata dall’obiettivo di De Biasi. La modella, allora, è solo una semplice ragazza del circo, ma il fotografo sa percepire in lei lo spirito della diva. Chiunque la veda camminare, quasi indifferente a ciò che le accade intorno,
si ferma a guardarla, gli uomini quasi si congelano, con un’espressione mista tra il desiderio e lo stupore, le donne non sono meno incuriosite da questa ragazza così alta e sicura, la fissano e chissà se la biasimano o se l’ammirano. È con questi sguardi che il fotografo li consegna all’eternità. Un muro di uomini e davanti a loro Moira Orfei che cammina, esiste, entra nel loro campo visivo per non uscirne più.


Devono passare, però, quasi dieci anni perché nasca il Circo di Moira Orfei e quattordici prima che il complesso debutti a Milano, con uno spettacolo sfarzoso che avvierà un legame con la città durato per mezzo secolo. Nell’area delle Varesine, oggi riqualificata e nota come Porta Nuova, il circo si stabilisce da settembre a novembre 1968 con uno show molto ricco che comprende una ventina di numeri, alcuni dei quali, dicono le cronache, basterebbero da soli a rendere grande un programma. Tra gli artisti in pista si trovano: Vladimir Zobonov, un cecoslovacco che esegue il “salto della
morte”, la troupe Raluys con le evoluzioni alle sbarre, gli esercizi acrobatici dei Nicols e dei Munoz, i clown musicali, il forzuto John Massis capace di sollevare una “600”, Hold Barlay e i Laner Boys, gli Jarz al trapezio e ancora Walter Nones nel duplice ruolo di presentatore e in gabbia con i felini, e Moira, anch’essa domatrice e affascinante padrona di casa. La campagna pubblicitaria si svolge a mezzo stampa utilizzando uno slogan che rafforza il legame con Milano Vengo anch’io? Sì tu sì!
Dove? Al Circo di Moira Orfei!

[…] grazie ad appuntamenti speciali, incontri e trasmissioni che nel capoluogo lombardo accolgono VIP sotto il tendone di Moira. Tra questi c’è la nota Lunga notte del circo, del teatro e della televisione, uno show intenso e ricco, alcune edizioni durano anche cinque ore, organizzato da Pino Correnti – eclettico uomo di cultura, grande amante del circo – nel quale artisti di ogni estrazione si esibiscono, anche con numeri circensi, sulla pista del Moira Orfei, dando vita a serate irripetibili.
Tra il pubblico sono presenti esponenti della cultura milanese, personaggi del calibro di Giorgio Gaber, il sovrintendente della Scala Paolo Grassi e il grande regista Giorgio Strehler (insieme fondatori del Piccolo Teatro), il futuro Nobel Dario Fo e l’attore Gino Bramieri, coinvolto anche in pista con le sue classiche barzellette. Senza dimenticare il legame con le istituzioni cittadine – nella prima edizione del 1972 l’allora assessore alla cultura Pillitteri consegna a Moira e Walter l’Ambrogino d’Oro – sempre in prima fila per sostenere questi eventi. Dal 1972 al 1983 sono state organizzate otto Lunghe Notti e quasi tutte si sono svolte a Milano sotto il tendone di Moira, diventando anche un mezzo promozionale per gli Orfei che, in questo modo, ampliano la loro fama e fanno conoscere i loro numeri a un pubblico più vasto. La Lunga Notte ha anche il pregio di parificare il circo alle altre discipline artistiche, spesso considerate più alte, come il teatro, diffondendone la fama anche a livello popolare viste le non rare commistioni con il mondo televisivo. Questi anni sono, quindi, molto ricchi. Il Circo di Moira Orfei è, sì, ancora esordiente, ma ha ormai raggiunto un livello tale da poter affrontare una piazza importante come Milano. In concomitanza di queste serate gli Orfei-Nones propongono anche il Premio Houdini consegnato
non solo a illusionisti e prestigiatori, ma anche a personaggi della cultura legati al mondo del circo. Uno su tutti il giornalista del Corriere della Sera Massimo Alberini, uno dei più prolifici e autorevoli cronisti di spettacolo, soprattutto circense.

Ma ciò non sarebbe avvenuto senza l’occasione dell’incontro tra le arti, data anche dalla città di Milano con il suo vivace movimento creativo e teatrale, con un’attenzione a tutte le manifestazioni
artistiche, alle quali va data pari dignità. Ne è testimonianza anche la scelta della piazza dove stazionano i circhi in città. In quegli anni è quasi sempre l’area delle Varesine ad ospitare il
tendone Orfei, a poca distanza dal centro cittadino. Anche se è ancora un quartiere popolare, è spazioso, vivo e accogliente per le imponenti strutture. La considerazione di cui gode l’arte circense in quegli anni è palpabile anche nelle aree di installazione all’altezza delle grandi, in ogni senso, creazioni portate dai complessi. Lo spostamento, nei decenni successivi, a zone sempre più lontane dal fulcro vitale della città andrà di pari passo con un generale disamore delle arti circensi che va a
colpire tutto il settore nei primi anni del Duemila. La Milano da bere cresce e si ramifica e con lei il circo, entrambi puntano sempre più in alto, in un’epoca dove tutto sembra possibile.

Tra gli anni Ottanta e Novanta, la ditta Nones Orfei si apre a produzioni collaterali, come il Circo di Mosca, il Circo Nazionale Cinese, le esibizioni del Coro dell’Armata Rossa e il notissimo show sul ghiaccio Holiday on Ice. Già in passato la ditta Orfei-Nones si è approcciata a progetti sperimentali
che “vantano innumerevoli tentativi di imitazione”. Milano ancora una volta gioca un ruolo chiave nella realizzazione delle creazioni. Il capoluogo lombardo non è solo la città simbolo del teatro italiano, ma è anche il luogo di nascita del secondo polo televisivo, competitor della Rai, contenitore di trasmissioni variegate, con un grande spazio per l’intrattenimento, di cui Walter Nones coglie subito il potenziale. E così, dal 1989, per quattro edizioni, il Circo di Moira Orfei diventa il set per
Sabato al Circo programma girato a Milano e trasmesso da Canale 5.

Nel nuovo Millennio si avvia purtroppo il già accennato cambiamento di dislocazione nelle aree urbane più periferiche della città, ma ciò non abbassa il livello qualitativo degli spettacoli né la partecipazione del pubblico. Sono però anche anni di evoluzioni positive, che rendono il circo ancora più ricco e vivace. Innanzitutto con il debutto in pista dei figli di Lara Orfei Nones e di Misha Malachikini, prima Moira jr e poco dopo anche il fratello Walter jr, ai quali si aggiungerà il piccolo Alexander, che diventeranno parte del cast dello spettacolo con sempre maggior frequenza. E nel 2007, con la creazione di Una Tigre per amore, uno show rinnovato che unisce arte circense e favola, raccontata in pista da Stefano Nones Orfei e da sua moglie Brigitta Boccoli. Come già accaduto in epoche precedenti Moira sceglie Milano per il suo ritorno ufficiale in pista dopo l’assenza data da un ictus che l’ha colpita qualche mese prima. Certo ora il cambio generazionale è già avvenuto, ma la Regina del circo è sempre lei e così fa il suo ingresso trionfale a metà spettacolo, su un maggiolone dal quale saluta il pubblico in visibilio.[…] L’esperienza si replica con Il bacio del Leone, la produzione portata con successo in tournée, anche a Milano, gli anni seguenti, segno di
un legame mai interrotto con il capoluogo lombardo.

Ed è la stessa città che il 18 novembre 2015 accoglie l’arrivo di un Circo segnato dalla perdita della sua Regina, avvenuta tre giorni prima. Come Moira avrebbe sempre voluto lo spettacolo è andato avanti, senza perdere una replica, perfino nel giorno della sua morte, e così accade a Milano dove il complesso attenda proprio nel giorno dei funerali di Moira. Ed è in quella stessa settimana che l’Università Statale di Milano propone ai suoi studenti la settima edizione delle Giornate di studio sull’arte circense, un appuntamento che riunisce in città molti esponenti del mondo del circo, in quell’occasione ancora scossi dalla notizia appena ricevuta. […] Ed è Milano dove, fino alla chiusura post pandemica nel 2020, saprà portare la grandiosità che Walter e Moira hanno sempre messo nel loro lavoro e nelle loro creazioni. Sessant’anni prima una ragazza è stata capace di far voltare gli abitanti di una città nella sua direzione e ha tenuto quegli sguardi su di sé fino alla fine, tra grandi show e manifesti sorridenti, con il carisma di una Regina. Milano le tributa l’onore che si merita ai grandi personaggi ogni volta che il tendone del Circo di Moira Orfei arriva in città e non dimentica quel legame aprendosi al ricordo anche nel decennale della sua morte, con una lunga serie di appuntamenti celebrativi. Moira Orfei non smette, e non smetterà mai, di farci girare la testa.

