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di Rocco Maggiore

Martedì 9 giugno si è svolto il saggio di fine anno dell’Accademia d’Arte Circense diretta da Andrea Togni. Un banco di prova per gli studenti che hanno avuto la possibilità di esibirsi non solo di fronte a parenti e amici, ma anche a un pubblico di operatori del settore.

Tutte le immagini sono di Erica Poggianti

Davanti a un pubblico numeroso e festoso, composto da genitori, amici degli allievi e importanti operatori del settore, si è svolto il saggio di fine anno dell’Accademia d’Arte Circense di Verona. In platea, accanto ai familiari, erano presenti anche direttori e talent scout, a conferma di quanto questo appuntamento veronese sia ormai diventato un punto di osservazione privilegiato per chi vuole scoprire i talenti di domani. Come di consueto, l’evento era atteso con grande trepidazione da tutti gli alunni, ansiosi di dimostrare quanto hanno appreso in mesi di lavoro intenso. E lo spettacolo non ha deluso le aspettative. Curato nei minimi dettagli, con numeri di ottimo livello, lo show ha trasmesso tutta la passione, il sacrificio e la dedizione che si respirano quotidianamente all’interno della scuola. La freschezza portata sul palco da questi ragazzi ha conquistato il pubblico, dimostrando ancora una volta che il circo è vivo e vivace, capace di emozionare e stupire. Merito di insegnanti di alto livello, capaci di guidare gli studenti in ogni aspetto dell’esibizione, e di una disciplina sentita dai giovani protagonisti come condizione necessaria per una buona riuscita professionale.

I giovani che si sono susseguiti sul palco hanno portato in scena una varietà di discipline — antipodismo, giochi icariani, tessuti e cinghie aeree, funambolismo, giocoleria — che hanno dato vita a uno spettacolo completo e ben costruito nella successione delle esibizioni, confermando come l’Accademia sia una vera e propria fucina di talenti. Un plauso particolare va al direttore Andrea Togni, capace anno dopo anno di mantenere, se non innalzare, il livello dei numeri proposti da quelli che ama definire “Ragazzi Straordinari”, titolo dello show tradizionalmente portato in scena dagli studenti durante la stagione. Togni si è confermato ottimo padrone di casa, accogliendo gli ospiti sotto lo chapiteau di via Tirsio e coinvolgendo la decana della famiglia, la signora Adriana, in un emozionato saluto a tutta la platea.

Il saluto di Adriana Togni al pubblico e agli studenti dell’Accademia

I successi storici della scuola parlano del resto chiaro. Da queste stesse mura sono usciti artisti che oggi firmano la storia del circo mondiale: dai fratelli sbandieratori e acrobati che hanno conquistato i festival più importanti, agli ex allievi del calibro dei fratelli Errani, celebri per i loro giochi icariani che hanno incantato il Festival di Monte Carlo, fino ai tanti artisti oggi inseriti nelle produzioni del Cirque du Soleil e di altre grandi case in tutto il mondo.

Il sogno di Egidio Palmiri si è concretizzato. E ad ogni saggio di fine anno, nonostante le fatiche e le difficoltà che la gestione di una scuola come questa comporta, è evidente che quella che sembrava un’idea quasi folle si è rivelata una scelta straordinaria. Lo si vede dai sorrisi e dagli occhi dei ragazzi, dal fuoco che li muove. Lo si sente negli applausi del pubblico. E viene confermato, anno dopo anno, dai successi che i diplomati dell’Accademia continuano a conquistare a livello internazionale.

Ai ragazzi che hanno affrontato la pista con così tanto coraggio e professionalità va l’augurio più sincero affinché questo saggio sia solo l’inizio di una carriera ricca di successi, applausi e soddisfazioni. Il futuro del circo è nelle loro mani e, a giudicare da quanto visto a Verona, non potrebbe essere in un posto migliore.