Prendo atto di quanto affermato dalla Signora Francesca Ghio, Vicepresidente del Consiglio comunale di Genova in materia di Circhi con animali e ospitalità logistica da parte del Comune di Genova, ed al riguardo, cercando di esercitare la migliore sintesi possibile, significo quanto segue. Ai sensi della vigente Costituzione Italiana è tutelato il diritto al lavoro nella sostanza e nella forma in cui ciascuna attività venga autorizzata. Sempre ai sensi della vigente Costituzione Repubblicana è contemplata, tra le libertà individuali, la libertà di espressione artistica, anche con l’utilizzo e l’ausilio degli animali.

Dal 18 marzo 1968 con la legge N° 337 lo Stato riconosce la funzione sociale che si concreta segnatamente in ricreativa, culturale e pedagogica del Circo Equestre, cioè con animali, e delle attività dello Spettacolo Viaggiante alla luce del quale sostiene lo sviluppo e il consolidamento del settore. Per l’art 9 della citata ciascun Comune e quindi anche l’importantissimo Comune di Genova, doveva essere tenuto a produrre entro 6 mesi dall’approvazione del dettato legislativo e cioè entro l’autunno del 1968, un elenco di aree, degne di questo termine, vale a dire ubicate in zone idonee alla pratica della popolazione e dotate degli indispensabili e irrinunciabili allacci di carattere fognario, idrico ed elettrico, atte ad ospitare le attività spettacolari e le carovane abitazione della gente del viaggio e dei propri animali.

DOVE SONO PRESIDENTE? Le autorizzazioni alle imprese devono essere rilasciate alla luce di un regolamento comunale, nei confronti del quale, va preventivamente acquisito il parere conforme delle organizzazioni sindacali di categoria. Io credo che DECENZA e RISPETTO istituzionale debbano suggerire, che prima di affrontare problemi sui punti dei quali risultano palesi una prevenzione ideologica e una disinformazione in radice debba essere pienamente adempiuta l’intentio legis. Da questo punto di vista, il senso di collaborazione tanto per una corretta e asettica informazione, quanto per una stesura del regolamento che non sia mortificate nei fatti, può contare sulla collaborazione delle organizzazioni sindacali di categoria, in particolare dell’Ente Nazionali Circhi. Ciò doverosamente premesso, l’introduzione di norme e procedure che rendano molto difficile, quasi al limite dell’impossibile, la presenza, la stabulazione e l’esibizione di animali, desta le più fondate preoccupazioni per altro accompagnate di pari passo dalla consapevolezza della giustezza della guerra che la gente del circo va quotidianamente sostenendo. La storia per altro conferma e conforta quanto sopra narrato: non sarebbe infatti la prima volta che un segmento della cultura italiana, in particolare della cultura popolare Nazionale, intraprenda dignitosamente la via dell’esilio. Ma dopo la tempesta la quiete e dopo l’esilio un concerto di riapertura in ritrovata libertà di espressione, magari non alla scala di Milano ma comunque diretta dall’ Arturo Toscanini dei giorni nostri.

L’Ente Nazionale Circhi esprime forte preoccupazione per le dichiarazioni di un’amministrazione pubblica che ha manifestato l’intenzione di creare un “habitat inospitale ” per i circhi. Una simile posizione appare inopportuna e potenzialmente discriminatoria, se non addirittura razzista, nei confronti di un intero comparto produttivo, con ricadute su artisti, tecnici, lavoratori e famiglie ragazzi e bambini che vivono, operano e lavorano nel pieno rispetto della normativa vigente, contribuendo all’economia del nostro paese e sostenendo e tenendo viva una tradizione culturale di lunga data. Il fatto che i circhi tradizionali continuino a portare avanti il loro lavoro dimostra inoltre che il pubblico, nonostante la crescente pressione delle lobby animaliste, continua ad apprezzare la tradizione circense e la presenza degli animali negli spettacoli. L’Ente Nazionale Circhi, inoltre, nell’aprile del 2024 è stato invitato, dall’allora Sottosegretario di Stato Onorevole Giannmarco Mazzi per un tavolo tecnico di confronto con la LAV e in quella sede ha fatto emergere come la bibliografia scientifica presentata all’epoca del governo Franceschini, fosse in realtà favorevole al circo. In particolare, gli scienziati interpellati, Ted Friend e Martha Kelly Worthington, i quali hanno pubblicamente dichiarato che i loro studi scientifici erano stati manipolati a proprio uso e consumo per persuadere la politica a prendere decisioni ritenute errate contro il circo e la presenza degli animali nei circhi. Gli stessi hanno inoltre affermato di non aver riscontrato alcun tipo di malessere negli animali, inclusi gli aspetti legati alla compatibilità delle temperature ambientali, evidenziando che gli animali nei circhi, grazie a caregiver preparati nella gestione delle aree di ricovero, non soffrono né il caldo né il freddo. Tali studi sono stati condotti anche sui grandi felini del circo italiano “La Favola Siamo Noi”.

Al termine dei tavoli tecnici è emerso che non esistono evidenze scientifiche ed etiche che possano sostenere una eliminazione degli animali dal circo. Per più corretta informazione è opportuno prendere atto che, contrariamente a quanto spesso sostenuto, non sono 50 i Paesi che hanno eliminato gli animali nei circhi, ma soltanto 7, tra cui Grecia, Cipro e Malta, che peraltro non hanno mai avuto un circo nazionale, non andando quindi a colpire aziende circensi indigene, mentre in tutti gli altri Stati i Governi hanno attuato norme e leggi per tutelare il benessere degli animali preservando il più antico spettacolo del mondo. Appare altresì singolare che tali affermazioni provengano da una città come Genova, storicamente riconosciuta per il suo patrimonio culturale, artistico e civile. Il circo rappresenta una delle più antiche forme di spettacolo dal vivo, nonché la più armonica, antica e modernissima comunità multi laziale, multi religiosa, multi linguistica della storia, ne e ha contribuito nel tempo allo sviluppo di numerose discipline artistiche che costituiscono oggi un patrimonio culturale ampiamente riconosciuto.

È opportuno ricordare che la stessa città ospita il celebre Acquario di Genova, che accoglie specie animali al di fuori del loro habitat naturale nel rispetto di rigorose normative nazionali e internazionali. Analogamente, i circhi autorizzati che detengono animali operano nel quadro di una regolamentazione stringente, sottoposti a controlli veterinari e prescrizioni ministeriali puntuali. In merito all’inchiesta realizzata da LAV in collaborazione con Fanpage e Franz Weber, l’Ente ha già preso le distanze da eventuali irregolarità riscontrate in alcuni specifici complessi. Sarà la magistratura a svolgere i necessari accertamenti e ad individuare eventuali responsabilità individuali. Resta tuttavia fondamentale evitare generalizzazioni che rischiano di compromettere l’immagine di un intero settore, che annovera realtà di eccellenza riconosciute anche a livello internazionale. L’ostilità manifestata nei confronti dei circhi con animali sembra dunque riflettere un’impostazione prevalentemente ideologica più che amministrativa. Le istituzioni sono chiamate a basare le proprie decisioni sul rispetto delle normative vigenti, sulle evidenze scientifiche e sulla tutela del diritto al lavoro, evitando misure che possano penalizzare ingiustamente un comparto che continua a rappresentare una componente significativa della tradizione dello spettacolo italiano.
