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COMUNICATO IN MERITO ALLA PUBBLICAZIONE DA PARTE DELLA TESTATA GIORNALISTICA ON LINE FANPAGE.IT IN DATA 15.7.2026 E SUCCESSIVE DI SERVIZI VIDEO REALIZZATI IN COLLABORAZIONE CON LAV E FONDAZIONE FRANZ WEBER

A seguito della pubblicazione, in data 15 luglio 2026 e successive da parte della testata on line β€œFANPAGE.IT” di servizi giornalistici volti a gettare delle ombre sull’intero movimento circense per il presunto maltrattamento degli animali impiegati negli spettacoli, l’Ente Nazionale Circhi, nella persona del suo Presidente, Dott. Antonio Buccioni, non puΓ² non prendere posizione sulla delicata e complessa vicenda oggetto di rappresentazione. E ciΓ² per la duplice esigenza di salvaguardare, da un lato, l’intero movimento circense ed evitare generalizzazioni e forzate strumentalizzazioni che mal si conciliano con l’attenzione ed impegno profuso giornalmente da realtΓ  che operano con attenzione, scrupolo e professionalitΓ  nell’ attivitΓ  circense e, dall’altro lato, proprio per l’esigenza di tutela di persone e di animali impiegati nelle predette attivitΓ , al fine di salvaguardarne la loro cura all’interno del circuito circense. Non puΓ² infatti dimenticarsi che l’Ente scrivente ha come finalitΓ  quella di promuovere lo sviluppo delle attivitΓ  circensi non trascurando ed anzi ponendo particolare attenzione alla tutela di tutti coloro, animali compresi, che rendono giornalmente affascinante ed unico β€œl’universo itinerante”.

In tale contesto, le immagini pubblicate da FANPAGE.IT hanno spinto doverosamente l’Ente Nazionale Circhi ad approfondire la complessiva e complessa vicenda e, per l’effetto, a richiedere informazioni in merito alle imprese associate ed ai Circhi interessati, i quali hanno tuttavia fermamente negato le asserite violenze.Al contempo, l’Ente scrivente non puΓ² perΓ² che dissentire su plurime considerazioni contenute nel servizio giornalistico in parola, specie laddove si arrivi a sostenere l’insostenibile in merito alle violenze sugli animali effettivamente visibili, ovvero che β€œtutte queste violenze hanno un obiettivo preciso, costruire lo spettacolo perfetto, piegare la volontΓ  degli animali, per abbattere ogni resistenza al comando dell’uomo”.

Tale affermazione segna certamente il confine tra il legittimo, doveroso e costituzionalmente garantito diritto di critica, oltre che di cronaca e la diffamazione pura, tesa a voler demolire un intero movimento e piegarlo definitivamente, compromettendo un dignitoso esercizio dell’attivitΓ  circense. Un’attivitΓ  che giΓ  risulta assai spuntata dalla legislazione vigente in materia che, se da un lato riconosce la funzione sociale dei circhi e dello spettacolo viaggiante, sostenendone almeno a parole il consolidamento e lo sviluppo del settore, dall’altro lato non si Γ¨ mai uniformata alla legislazione di altri paesi europei, particolarmente in materia di spazi. Un’attivitΓ  fatta di mille difficoltΓ  che non ha bisogno di censurabili generalizzazioni che vanno a colpire in maniera gratuita un intero movimento per via dell’ipotetica illecita condotta di un singolo.

La LAV ha recentemente diffuso video sotto copertura sul circo con immagini molto controverse, ma del tutto decontestualizzate e ridotte a pochi frammenti, dai quali risulta complesso ricostruire i reali accadimenti e che, anzi, paiono avere l’unico scopo di fornire una visione distorta dell’attivitΓ  circense. Questo porta a chiedersi perchΓ©, dopo 20 anni di campagne contro il circo, tali immagini siano emerse solo ora? Il testo richiama inoltre il precedente del circo Ringling Bros and Barum & Bailey, dove, dopo anni di accuse di maltrattamenti emerse che il testimone, Tom Rider, aveva ricevuto 190 mila dollari dalle associazioni animaliste per ottenere prove contro il circo. Al termine della vicenda il Circo Statunitense fu risarcito dalle associazioni animaliste con 15 milioni di euro.

Articolo del Washington Post

Anche le altre accuse risultano sfornite di fondamento.

Per quanto riguarda le deiezioni degli animali, va precisato che, per legge, lo spettacolo circense Γ¨ sempre preceduto dalla presentazione al territorio ospitante di idonea documentazione atta a dimostrare – oltre al benessere animale – le modalitΓ  di smaltimento dei rifiuti organici. L’abbandono o lo scorretto smaltimento di letame sono, pertanto, impossibili. In merito alle stereotipie mostrate nei video, per impietosire l’opinione pubblica e la politica, non si puΓ² concludere automaticamente che gli animali siano stressati solo perchΓ© compiono movimenti ripetitivi, come andare avanti e indietro.

Tali comportamenti devono essere valutati caso per caso attraverso metodi scientifici, oggettivi ed empirici, considerando il singolo animale e il suo contesto quotidiano. Allo stesso modo, l’utilizzo della termocamera per sostenere che gli animali nei circhi soffrono il caldo Γ¨ una metodologia non sufficiente a dimostrare un’effettiva condizione di sofferenza. La valutazione dell’impatto delle condizioni atmosferiche sulla fisiologia degli animali richiede infatti misurazioni e accertamenti scientifici condotti da ESPERTI qualificati, piuttosto che conclusioni basate su rilevazioni a distanza o su interpretazioni di soggetti con una posizione militante nella materia. Merita inoltre attenzione lo studio sulla termoregolazione dei grandi felini condotto dal ricercatore statunitense Ted Friend su 11 felini appartenenti a un circo italiano. Nel marzo 2018, grazie alla collaborazione della famiglia Valeriu, il ricercatore si Γ¨ recato in Italia per proseguire le sue ricerche e per chiarire che, i suoi studi erano stati interpretati in modo errato dal biologo Harris. Secondo Ted Friend, le sue ricerche non forniscono evidenze scientifiche che dimostrino una condizione di malessere degli animali nei circhi, ma evidenze compatibili con il loro benessere.

Pubblicazione sulla termoregolazione dei felini del circo β€œLa Favola Siamo Noi”

Conferenza stampa Palazzo Madama

Le immagini dei cammelli con chiazze prive di pelo non dimostrano un maltrattamento, poichΓ© in questo periodo dell’anno questi animali affrontano naturalmente la muta, durante la quale perdono grandi quantitΓ  di pelo. Attribuire automaticamente tale condizione a uno stato di sofferenza Γ¨ privo di fondamento senza una valutazione veterinaria. Anche l’affermazione secondo cui l’ippopotamo non avrebbe accesso all’acqua Γ¨ fuorviante. Per legge, questi animali devono disporre di una piscina all’interno dei mezzi autorizzati, e il fatto che in un determinato momento non siano immersi non dimostra il contrario. Infine, la presenza degli animali su piazzali asfaltati non costituisce di per sΓ© un maltrattamento. Tali aree vengono normalmente ricoperte con paglia, truciolo o sabbia, materiali rimossi e riposizionati quotidianamente per le operazioni di pulizia. Inoltre, superfici solide sono utilizzate anche in alcuni giardini zoologici per favorire la naturale usura delle unghie di specie come giraffe, zebre e camelidi.

Affermare che i circhi si sostengano con fondi pubblici non corrisponde alla realtΓ : solo una minima parte accede a tali contributi attraverso una iter documentale che ne verifica l’idoneitΓ . Va inoltre evidenziato che alcuni santuari, tra cui strutture con funzione anche di giardino zoologico, ricevono finanziamenti pubblici dal MASE per il mantenimento di animali sequestrati a circhi, centri di sperimentazione e privati. Questo apre una riflessione sull’entitΓ  della spesa pubblica sostenuta dai contribuenti, considerando che il mantenimento di un singolo grande felino, come un leone o una tigre, puΓ² arrivare a 12.748,94 euro annui. Ci si puΓ² quindi interrogare se, oltre al tema del benessere animale, possano esistere anche interessi legati all’ottenimento di maggiori risorse pubbliche e all’ampliamento delle strutture che ospitano tali animali, oggi mantenuti invece attraverso il lavoro quotidiano degli operatori circensi.

Centro di recupero Semproniano anno 2024/2025 che attualmente, dal 2023, Γ¨ una struttura zoologica con denominazione Animanatura wild Santuary

( Gazzetta Ufficiale del 2023)

Zoo Progect recupero rettili anno 2024/2025

Centro di recupero Monte Adone anno 2024/2025

È opportuno evidenziare che, allo stato attuale, sono sette i Paesi nel mondo che hanno introdotto un divieto assoluto dell’impiego degli animali nei circhi. Tra questi rientrano Malta, Cipro e Grecia, Stati nei quali non si Γ¨ mai sviluppata una tradizione di circhi nazionali con animali e nei quali, pertanto, l’adozione del divieto non ha determinato ripercussioni economiche significative sul comparto circense. Di diversa natura Γ¨ l’esperienza registrata in Bolivia, PerΓΉ e Messico, dove l’introduzione del divieto ha comportato la cessazione definitiva delle attivitΓ  delle imprese circensi che impiegavano animali, con conseguente perdita di numerosi posti di lavoro, rilevanti ripercussioni economiche sull’intero settore e un diffuso clima di contrapposizione nei confronti della categoria degli operatori circensi. Nella maggior parte degli altri Paesi, invece, il legislatore ha privilegiato un approccio regolatorio fondato sul rafforzamento delle misure di tutela del benessere animale, evitando il ricorso a divieti generalizzati. Sono stati introdotti rigorosi requisiti in materia di controlli sanitari, assistenza veterinaria, profilassi, identificazione e monitoraggio degli animali, nonchΓ© standard strutturali e gestionali relativi alle condizioni di stabulazione, ai ricoveri, ai trasporti e agli spazi destinati agli animali. Tale modello normativo ha consentito di innalzare significativamente i livelli di tutela del benessere animale attraverso controlli piΓΉ stringenti e parametri oggettivi di valutazione, salvaguardando al contempo una tradizione culturale secolare e preservando la continuitΓ  economica e occupazionale di un settore che rappresenta una parte integrante del patrimonio dello spettacolo viaggiante.

Conclusivamente, l’Ente scrivente, se da un lato stigmatizza il contegno serbato da coloro che all’interno del circuito circense si rendano effettivamente protagonisti di condotte improprie, dissente radicalmente tuttavia dalle ridondanti generalizzazioni volte ad infangare l’intero movimento circense.

Roma, 30.7.2026