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di Francesco Mocellin

Il Club Amici del Circo sin dalla sua ideazione – frutto della volontà nel 1969 del vulcanico Egidio Palmiri presidente dell’Ente Nazionale Circhi per cinquantatré anni – ha sempre avuto molte anime. Dando per scontata la passione sfrenata per le arti della pista dei soci, declinata nei modi più vari, non possiamo non evidenziare le molte altre forme di esternazione di attaccamento al mondo del circo e al popolo del viaggio.

I pellegrini in Piazza San Pietro durante il Giubileo 2025 (foto di Geronimo Vercillo).

Uno dei fattori fondativi dell’associazione è sempre stato il sostegno alle attività delle imprese circensi sul territorio, sostegno inteso nel senso più ampio: dalla presenza sui media locali, ove possibile, per pubblicizzare l’arrivo del circo ai contatti con le amministrazioni per favorire il rilascio delle concessioni delle aree fino al contrasto delle azioni di disturbo delle associazioni animaliste. Ma gli Amici del Circo, come vocazione principale, hanno sempre avuto anche il supporto ai complessi circensi sotto il profilo delle banali ma non meno importanti pratiche quotidiane come l’indicazione di un veterinario immediatamente disponibile non troppo distante dallo chapiteau o di un meccanico piuttosto che non di un rivenditore di fieno et similia. In questo quadro era pressoché inevitabile che il percorso del Club e dei suoi membri non incrociasse l’operato della Chiesa Cattolica che non ha mai mancato di assistere spiritualmente e pure materialmente (pensiamo al buio periodo pandemico) le imprese circensi itineranti. Emblematico il caso della residenza di Scandicci riservata agli anziani del circo e dello spettacolo viaggiante fondata nel 1952 da una figura quasi leggendaria come Don Dino Torreggiani in sinergia con Semiramide Cerchi (la madre del Gratta, celebre clown a cui Firenze ha dedicato anche una piazza). Per anni questa istituzione è stata poi seguita da Don Piergiorgio Saviola, amico di molti soci e sempre vicino anche al C.A.de.C..

Il corteo dei circensi al Giubileo 2016 (Foto Flavio Michi).

Uno dei momenti topici del percorso comune della nostra associazione e dei vertici della Chiesa Cattolica è stato quello che possiamo definire ormai come il leggendario incontro con Papa Benedetto XVI svoltosi il 30 novembre ed il 1° dicembre 2012: per proporzioni, importanza, esito e portata emotiva si è trattato, probabilmente, di un evento irripetibile. In quell’occasione il Pontefice aveva voluto incontrare la gente del Circo, dello spettacolo viaggiante, gli artisti di strada, le bande musicali, i madonnari, ovvero di tutte le categorie del variegato mondo dello spettacolo popolare, quello considerato in qualche modo minore secondo l’approccio stereotipato della “cultura alta”. Il C.A.de.C. aveva contributo in modo fattivo alla riuscita dell’incontro portando oltre cento persone a sfilare da Castel Sant’Angelo fino a San Pietro lungo via della Conciliazione dietro il gagliardetto del Club e agli striscioni concepiti per l’occasione che avevano poi decorato la Sala Nervi durante l’incontro col Pontefice. Il giorno prima il Club aveva incontrato ufficialmente Sua Eminenza il Cardinale Antonio Maria Vegliò al termine della Santa Messa in San Pietro donando una targa in ricordo dell’evento. Il Presidente dell’E.N.C. Antonio Buccioni aveva poi lavorato per quattro anni tra mille difficoltà pratiche e burocratiche per far sì che un altro evento prendesse forma in occasione del Giubileo del 2016. Oltre all’adesione massiccia di tutti i settori dello spettacolo popolare con in testa il mondo del Circo italiano in quel caso anche le istituzioni sovranazionali dell’European Circus Association e della Federation Mondiale du Cirque non avevano voluto mancare aggiungendo spessore ad un incontro già di per sé di speciale importanza. Anche nel 2016 il C.A.de.C. aveva giocato un ruolo da protagonista dalle riunioni preparatorie fino alla due giorni romana che ha visto una notevole presenza di soci e che è culminata nell’incontro con Papa Francesco in una sala Nervi gremita di personalità del nostro mondo e del popolo del viaggio. Il Giubileo del maggio scorso ha avuto connotazioni particolari considerato l’aggravamento delle condizioni di salute del Pontefice che è venuto a mancare proprio pochi giorni dopo le giornate riservate allo spettacolo popolare. Ma anche in questo caso il C.A.de.C. ha voluto far sentire la sua presenza quantomeno simbolica senza dimenticare il reportage fotografico degli eventi realizzato dal consigliere Geronimo Vercillo.