
E ad oggi solo il partito animalista europeo ha preso le distanze dal gesto: “Chi ha fatto ciò deve vergognarsi perché sapeva benissimo che il povero ippopotamo purtroppo non avrebbe mai potuto avere una possibilità di sopravvivenza”. Tacciono invece le associazioni animaliste maggiori, come sempre accaduto in passato davanti ad episodi di violenza, danneggiamenti dei circhi e procurata fuga di animali legalmente detenuti.
“La recinzione del circo è risultata manomessa. Sul posto carabinieri, polizia, vigili del fuoco e i veterinari dell’Asur. Gli altri animali sono stati recuperati. Il proprietario del circo ha sporto denuncia”, scrivono altre testate. Il fatto è stato documentato anche fotograficamente da cronachemaceratesi.it (foto Guido Picchio) e fa davvero male al cuore vedere dove porti il fanatismo cieco.
In questi giorni di festa un altro episodio ha visto protagonisti gli animalisti. “Irruzione anche a Brescia in un circo. Alcuni animalisti sono entrati per protesta nel tardo pomeriggio nel tendone del circo Nelly Orfei filmando l’esibizione degli animali. L’irruzione è avvenuta durante uno spettacolo e in seguito ad una manifestazione degli stessi animalisti. Secondo il racconto dei circensi, uno degli attivisti entrati nel tendone avrebbe palpeggiato una trapezista 15enne, episodio che sarebbe anche stato ripreso con una telecamera dai responsabili del circo. Sul posto era già presente la polizia che ha identificato e denunciato due animalisti. Sul caso di palpeggiamento denunciato dai circensi, la polizia di Brescia ricostruirà l’episodio attraverso le testimonianze dei presenti”, scrive Corriere.it.
Superfluo ogni commento. Ormai è chiaro che certo animalismo rappresenta una minaccia e un pericolo per la nostra società. Eppure la copertura mediatica di cui gode, il denaro che gestisce, che ha consentito a questi gruppi di strutturarsi come vere e proprie lobby, ha fatto assumere un potere incredibile all’animalismo organizzato.
